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I VINCITORI DEL CONCORSO CORTIIIIIII E CINEMA90

I premi della giuria assegnati ai vincitori

I VINCITORI DEL CONCORSO CORTIIIIIII E CINEMA90


Si è conclusa sabato 18 luglio la XXIII Festa di Cinema del reale e dell’irreale. Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini è il corto vincitore del concorso CORTIIIIIII, mentre per CINEMA90 il primo premio va a Una notte, in riva al mare di Francesca Nathalie Trentadue.

Corigliano d’Otranto, luglio 2026 – Strade percorse, abbandonate, ritrovate. Traiettorie reali e immaginarie, attraversamenti, incontri e deviazioni: sono queste le immagini che hanno segnato la prima edizione del concorso CORTIIIIIIII e CINEMA90, promosso dalla XXIII edizione Festa di Cinema del reale e dell’irreale di Corigliano d’Otranto, aperto ad autrici e autori senza limiti d’età e dedicato alle forme del documentario, del cinema di ricerca e della sperimentazione audiovisiva. Due sezioni, due durate e due modi diversi di attraversare le STRADE, il tema in dialogo con il CAOS, parola guida dell’edizione 2026: CORTIIIIIII, dedicato a opere fino a venti minuti tra documentario, finzione e sperimentazione, e CINEMA90, riservato a lavori capaci di condensare un’intuizione o un frammento di mondo in appena novanta secondi. 

Al termine delle proiezioni, ospitate al Castello Volante dal 15 al 18 luglio, la giuria composta da Paola Crescenzo, regista e giornalista, Francesco Farina, critico cinematografico e Sabrina Varani, filmmaker e direttrice della fotografia, ha assegnato il primo premio della sezione CORTIIIIIIII, del valore di 1.200 euro, a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini (Cuba, Italia, 2025, bianco e nero, 20’). Il secondo premio, del valore di 800 euro, è andato a Shabab di Eleonora Deligio (Italia, 2026, bianco e nero, 15’).

Per la sezione CINEMA90, la giuria composta da Teresa De Simone, Chiara Nassisi, Mattia Masciali, Edoardo Presicce e Marco Tessari - studentesse e studenti del DAMS - ha assegnato il primo premio, del valore di 600 euro, a Una notte, in riva al mare di Francesca Nathalie Trentadue (Italia, 2026, colore, 90’’), mentre il secondo premio, del valore di 400 euro, è andato a Ricalcolo il percorso di Antonio Mevo (Italia, 2026, colore, 89’’). Il corto ha ricevuto anche la menzione speciale della Giuria Bizzarro, composta da partecipanti al Progetto Itaca Lecce, Fondazione che promuove programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale e alle loro famiglie. 

Le altre menzioni speciali sono andate, per CORTIIIIIIII, a 52 is a machine di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes e a Il rais oggi resta a casa di Maria Luisa Usai, Sara Basta e Miriam Goi del collettivo Giacinta; per CINEMA90, a Lent et douloureux di Mattia Vizzi.

Premi e menzioni restituiscono la pluralità di sguardi che ha attraversato quest’anno il Castello Volante. Da oltre vent’anni, la Festa di Cinema del reale e dell’irreale – da sempre guidata da Paolo Pisanelli, direttore artistico e Francesco Maggiore, direttore creativo - non è un festival canonico, ma un laboratorio vivo, in cui autorÉ™, artistÉ™, pensatorÉ™ e abitantÉ™ temporaneÉ™ riconoscono nel linguaggio del reale un atto politico, poetico e sociale, trovando nella comunità grica di Corigliano d’Otranto una casa. 

La XXIII edizione, conclusa sabato 18 luglio, ha trasformato per quattro giorni il Castello in un cantiere aperto di immagini, suoni e pratiche condivise. Attorno alla parola guida CAOS, il programma ha intrecciato proiezioni, incontri, mostre, installazioni, musica e sonorizzazioni dal vivo, accogliendo il regista britannico Julien Temple, Ilaria De Laurentiis e i contributi video di Pippo Delbono. A dargli forma è stato soprattutto il pubblico, coinvolto in un’esperienza che ha portato corpi, voci, gesti e immagini fuori dagli schermi e dentro gli spazi del Castello e del paese. Dai laboratori al progetto espositivo Visioni del Sud, dalla parata collettiva di ManiFesta!, fino a La Festa della Festa nella serata conclusiva, Corigliano d’Otranto è diventata un territorio di invenzione e partecipazione, capace di mettere in relazione cinema, arti visive, performance e comunità.


PREMI E MOTIVAZIONI

CORTIIIIIII

PRIMO PREMIO – 1.200 EURO
SUEÑA AHORA di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso, Andrea Settembrini
Cuba, Italia, 2025, bianco e nero, 20’

A Cuba è notte. Il buio ingoia ogni incrocio, ogni casa, ogni essere umano. C’è chi dice che l’apagón (blackout) sia destinato a restare per sempre, come ogni cosa sull’isola. Nell’oscurità della notte, rischiarata solo dal bagliore di luci portatili, la vita continua. Un parroco sfoglia le pagine della Genesi. Un musicista cieco canta alla moglie una canzone scritta per lei anni prima. Un ragazzo sfida il suo maestro in una partita di scacchi senza fine. Un pescatore subacqueo si immerge nel fiume con la sua lanterna. Sogni, desideri, visioni si mescolano con i suoni della natura, che nel silenzio della tecnica torna a farsi sentire più forte. Pian piano la realtà svanisce, lasciando spazio all'immaginazione e all’inconscio, in un’esperienza intima e onirica.

Motivazione della giuria - Una sfida tra il buio e la luce che da sempre si affrontano nella competizione più significativa del cinema fin dalle origini, qui risolta in un viaggio nella cultura di un Paese dove i contrasti e le sfumature sono parte integrante del racconto. Il tutto si trasforma, per lo stupore di chi guarda, in una sospensione onirica carica di emozioni e magie visive.

SECONDO PREMIO – 800 EURO
SHABAB di Eleonora Deligio
Italia, 2026, bianco e nero, 15’

Milano, un pomeriggio di fine estate in periferia: tutto sembra ripetersi all’infinito, come in un loop. Seif, Youssef, Mohamed e Assunta si muovono in questo tempo sospeso, cercando un modo per sfuggire alla monotonia che avvolge le loro giornate. Tra risate e scontri, la noia si mescola a momenti di euforia, restituendo l’immagine di un’energia trattenuta che cerca continuamente una via d’uscita. A rompere davvero quella stasi, però, sono le domande di una diretta live: un pretesto che, all’improvviso, diventa occasione di confronto e di rivelazione.

Motivazione della giuria - Shabab indaga un’età inafferrabile, eppure il corto riesce a restituire momenti di verità vissuti per strada, in quello spazio pubblico che è casa per i giovani protagonisti. Non è facile conquistare la fiducia degli adolescenti ma l’autrice è stata capace di creare uno spazio libero, privo di giudizio. Nel racconto si manifesta la contemporaneità: i ragazzi di origine araba insieme all’amica Assunta avviano una diretta social e il mondo esterno entra nello schermo con le domande. Culture apparentemente lontane entrano in dialogo attraverso una contaminazione di linguaggi audiovisivi. I ragazzi rispondono guardando nell’obiettivo, così il fuori campo siamo tutti noi, spettatori curiosi.

MENZIONE SPECIALE
52 IS A MACHINE di Gregorio Sassoli, Alejandro Cifuentes
Italia, 2025, colore, 15’

Vincent, nigeriano di mezza età, ogni mattina si alza alle sei e va a pulire con cura maniacale i marciapiedi di Grottarossa, quartiere residenziale di Roma. Con l’elemosina si compra un pasto caldo e la sua birra preferita. Ma quale passato nasconde questo uomo carismatico, segnato dall’alcolismo?

Motivazione della giuria - 52 is a machine ha il merito di affrontare un tema nel tema che è ancora poco esplorato e confinato in un rimosso collettivo. All’inizio in primo piano c’è la condizione di senzatetto del protagonista, Vincent, ma già dalle prime sequenze emerge sottotraccia il dramma del disturbo post traumatico da guerra. Il passato dell’uomo nigeriano irrompe verso la fine con tutta la forza espressiva delle immagini e del montaggio, la crudezza è anticipata dal cartello informativo che apre il film. I ricordi cinematografici fanno riaffiorare le grandi pellicole delle guerre mondiali e del Vietnam, ma il dolore dei combattenti come Vincent è intorno a noi oggi e i due registi ce lo fanno percepire con tutto il suo orrore.

MENZIONE SPECIALE
IL RAIS OGGI RESTA A CASA di Maria Luisa Usai, Sara Basta, Miriam Goi – collettivo Giacinta
Italia, 2026, colore, 20’

Un dialogo audiovisivo tra immagini d’archivio, super8 contemporaneo, e pratiche partecipative. Lo sguardo si posa su una comunità di donne che abita l’isola di San Pietro con indomito coraggio, curiosità verso l’altrove, e dedizione al lavoro come forma di autodeterminazione. Il mare come luogo di incontro e alleanze e non di maschile "mattanza".

Motivazione della giuria - Un’indagine, non sempre compiutamente risolta, ma profondamente densa di significati. Un confronto tra l’approccio violento del gesto maschile e quello accogliente della comunità di donne dell’isola di San Pietro in Sardegna, dove la tonnara rappresenta la principale risorsa di lavoro e guadagno degli abitanti.


CINEMA90

PRIMO PREMIO – 600 EURO
UNA NOTTE, IN RIVA AL MARE di Francesca Nathalie Trentadue
Italia, 2026, colore, 90’’

Sulla sabbia fredda della notte in riva al mare, un messaggio registrato da una voce di amante lontano ricorda, in brevi lampi, un grande amore esistito e ormai scomparso. È una voce che viene da un altro mondo, sconosciuta e incomprensibile, che però racconta l’universale dolore di andare avanti a vivere con la nostalgia di un amore perduto per sempre ed una ferita nel cuore.

Motivazione della giuria - Il corto vincitore evoca una dimensione onirica, irreale: la voce proveniente da un tempo e da uno spazio sconosciuto ci guida in un percorso sempre più intimo. La narrazione, poi, si rivela essere corale: la nostalgia del passato, un amore perduto ma ancora vivo nelle crepe del cuore. Si tratta di un messaggio universale, reale, ovvero la forza e il dolore di andare avanti. Il reale e l’irreale si sposano e trovano la propria strada nel corto.  In mezzo a tutto questo caos, citando l’autrice del corto:

«E vagavo così, tra il nero delle stelle e gli spazi e i mondi...
E ho deciso di fermarmi...
Ho deciso di guardare l’alba».

SECONDO PREMIO – 400 EURO
RICALCOLO IL PERCORSO di Antonio Mevo
Italia, 2026, colore, 89’’

E se avessi scelto la strada che ricordavo fosse giusta? Alice, 24 anni, non ha una buona memoria. Ogni giorno esce di casa per andare al lavoro, perseguitata dal rimpianto di non aver mai avuto il coraggio di realizzare ciò che la rende felice per davvero. Una mattina però il navigatore del suo cellulare le dà un’indicazione diversa dal solito, lei sceglie di fidarsi, ovviamente. Entra in un parco mai percorso prima, qui si trova faccia a faccia con i suoi rimpianti passati.

Motivazione della giuria - Esercizio suggestivo sul coraggio di ritrovarsi e di seguire la propria voce sul percorso scelto. L’autore, attraverso l’uso del primo piano, enfatizza la paura della perdita del tempo e la pressione da esso esercitata, che arriva al culmine nel finale.

MENZIONE SPECIALE
LENT ET DOULOUREUX di Mattia Vizzi
Italia, 2026, colore, 90’’

“Lent et douloureux” fu l’unica indicazione che Erik Satie scrisse sullo spartito della sua Gymnopédie no. 1. Lento e doloroso è il processo di trasformazione dei borghi del Sud Italia.

Motivazione della giuria - Il corto racconta le nostre radici, la nostra storia: quella di un Sud Italia spogliato dei suoi abitanti, delle loro anime pure, che – oggi – vestono la nostra terra grazie ai ricordi. Lento e doloroso è il processo di trasformazione dei borghi del Sud Italia.

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA BIZZARRO
Assegnata dalla giuria composta da partecipanti al Progetto Itaca Lecce, Fondazione che promuove programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale e alle loro famiglie.

RICALCOLO IL PERCORSO di Antonio Mevo
Italia, 2026, colore, 89’’

 

Motivazione della giuria - Il cortometraggio rappresenta in modo poetico ed incisivo ciò che accade a ciascuno di noi: ricalcolare il percorso della propria vita, incontrare il proprio rimpianto e ciò che avremmo potuto essere se avessimo preso un’altra direzione. Direzione inattesa che nella nostra vita obbliga a ripensarci, ad affrontare ciò che potremmo essere e non siamo stati ma è anche la speranza che qualcosa cambi. Originale l’idea del navigatore del cellulare come metafora di ciò che ci guida nella nostra monotonia ma che può sbagliare portandoci in posti inattesi in cui dobbiamo fare i conti con il nostro passato. Ci è piaciuto molto perché a tutti noi nella nostra vita è capitato di perdere un po’ la bussola e la via portandoci in luoghi della nostra mente sconosciuti e imprevedibili. Bella l’interpretazione e l’idea.



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