Eventi

Un weeekend di cinema spericolato

COSE (IN)VISIBILI 06

Luci e paesaggi


La Festa di Cinema del reale rompe il Grande Isolamento al tempo del virus, condividendo con il suo pubblico e la sua community sparsa in tutta Italia e nel mondo, le produzioni di Big Sur, OfficinaVisioni e Archivio Cinema del reale, il cinema d’autore indipendente ma anche visioni ed esorcismi audiovisivi che possano far riflettere, interessare, divertire e farci sentire più vicini.

Sul finire del Grande Isolamento siamo attratti da tutte le luci e i paesaggi,
la natura esplode dentro e fuori di noi.

Per questo è bene fermarsi un attimo, chiudere gli occhi e attivare altri modi di vedere e di sentire. Stare al buio e in ascolto.

Per questo vogliamo riflettere sul modo di comunicare prima di metterci di nuovo in corsa per ideare e organizzare la prossima Festa di Cinema del reale, che ancora non possiamo dire come e quando sarà. Pubblichiamo il sesto numero della rassegna virtuale di COSE (IN)VISIBILI che a giugno inizierà un nuovo ciclo di pubblicazione mensile. Queste COSE sono state utili per sentirci più vicini e stimolare viaggi creativi, grazie a tutte le persone e alle istituzioni che hanno collaborato, allo staff di Cinema del reale e agli spettatori reali di questa nuova avventura di cinema virtuale.

 

Noi siamo migranti
Andiamo per terra e per mare
A volte vediamo luci lontane e ci rallegriamo
pensiamo a un luogo dove abitare, a una casa, ad incontri, amori, amicizie,
scambi creativi...
Noi siamo migranti del cinema e delle arti
cerchiamo un castello volante che abbia muri dove proiettare, spazi ospitali dove
parlare cantare suonare danzare
e una torre per guardare il cielo, il sole e la luna.
Noi siamo artisti migranti
in bilico tra realtà e finzioni
Abbiamo nasi lunghi
giochiamo con le bugie come bambini
Abbiamo voglia di conoscere tutti i misteri e le casualità del reale
Abbiamo la forza di abbattere i muri dell'intolleranza
Noi siamo artisti migranti cittadini del mondo
Vogliamo costruire cinema di comunità
vogliamo scoprire noi stessi e i luoghi che abitiamo
amiamo la luce bianca del sud, la luce azzurra del nord
i paesaggi dell'anima, del volto, della linea dell'orizzonte
vogliamo guardare i paesaggi rotti
curare con lo sguardo e con le mani
le pietre, le piante e tutti noi animali.
Vogliamo ascoltare bene tutte le bugie dell'arte e della vita.
Giuriamo su libri senza titolo
le parole che vogliamo conservare
per restare umani.

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Questa settimana potete vedere

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omaggio a Marcella Pedone
a cura di Stefano Missio e Paolo Pisanelli
in collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci
Italia, 2019, colore, 12' 44"

Se sei interessato a visionare il film scrivi una mail a info@cinemadelreale.it indicando il tuo nome, cognome e il titolo del film

Fotografa e cineasta, Marcella Pedone ha raccontato con poesia, forza e determinazione il nostro Paese attraverso il medio formato e sperimentando per la Ferrania il colore, riprendendo feste e tradizioni dell'Italia. Unica donna in un mondo connotato dalla presenza esclusiva di uomini, dall'editoria alla fotografia, al cinema. In occasione del suo centenario, La Festa di Cinema del reale propone una selezione di 100 fotografie realizzate da Pedone nel Sud d'Italia. Un omaggio doveroso a questa donna, che da sempre, con perseveranza e intelligenza, afferma la sua sfida nei confronti dell'indifferenza e dell'ingiustizia del mondo.
Marcella Pedone nasce nell'aprile del 1919 a Roma. Inizia la sua attività fotografica nel 1953 lavorando fino alla fine degli anni Ottanta. Collabora con le principali case editrici italiane e straniere, producendo un archivio fotografico di più di centosessantamila negativi, da lei donati al Museo della Scienza di Milano. Come regista realizza tra il 1959 e gli inizi degli anni settanta una ventina di titoli, sperimentando il colore per la Ferraniacolor. Questi cortometraggi sono conservati presso la Cineteca di Milano.

Non ci ferma il virus


Dal set del film Il giorno e la notte il regista Daniele Vicari: "Non ci ferma il virus!"

Luci di Parigi


di cineamatore anonimo
Film ritrovato
Italia, b/n, 7' 3"

Se sei interessato a visionare il film scrivi una mail a info@cinemadelreale.it indicando il tuo nome, cognome e il titolo del film

A volte ci si perde in un mercatino di cose vecchie e all'improvviso arriva un' apparizione... Una scatola metallica circolare un po' arrugginita con l'etichetta "LUCI DI PARIGI" con dentro un rullo di pellicola 16mm, che chissà se corrisponde al titolo ... Si può resistere alla tentazione di comprarla subito? No, non si può resistere!
La cosa bella è che il titolo corrisponde! Ecco un object trouvé, un oggetto trovato e poi digitalizzato, opera di un cine amatore anonimo:v cartello iniziale: MEMBER AMATEUR CINEMA LEAGUE, secondo cartello: The world wide organization of amateur movie makers, titolo LUCI DI PARIGI sottototitolo:
Da mattina a sera ed a notte. Il film è muto, ma le immagini sono affascinanti. Ecco le strade di Parigi, le automobili degli anni Trenta, una bella donna che si guarda allo specchio prima di uscire... et voilà... siamo già precipitati nei locali e nelle atmosfere della Ville Lùmiere, la città delle luci che rivive grazie alla passione di un cineamante di ottanta anni fa e alla musica dei Dondestan che si accorderà al ritmo e alla vita di queste immagini "ritrovate".

Vigilia di mezza estate


di Gian Vittorio Baldi
in collaborazione con Fondazione Cineteca di Bologna e Cineteca Lucana
regia Gian Vittorio Baldi
commento Ottavio Jemma
fotografia Claudio Racca
produzione Italtelecine
in collaborazione con Fondazione di Bologna, Cineteca Lucana e Direzione Generale per il Cinema MiBACT – Banca Dati della Revisione Cinematografica
Italia 1958, colore, 10'

Se sei interessato a visionare il film scrivi una mail a info@cinemadelreale.it indicando il tuo nome, cognome e il titolo del film

La festa di San Giovanni è una festa solare ed è una delle più importanti del folklore europeo. C'è una sovrapposizione della festa cristiana ad una precedente cerimonia pagana che veniva celebrata dai Romani nel "dies lampadarum" cosiddetto perché durante quella notte i contadini portavano per i campi delle fiaccole accese il cui ricordo è rimasto nei "Fuoch'e San Giuvann". Intorno a questi fuochi i giovani cantano e ballano fino all'alba e i più scalmanati saltano sulle fiamme perché credono che più in alto si salti e più in alto crescerà il grano. Durante la notte poi si fanno rotolare giù da una collina ruote di legno o botti infuocate che simboleggiano il sole che scende dal cielo. Quando le fiamme si affievoliscono si stringono le "commaranze" tra gli amici o i parenti che uniscono i loro mignoli e saltano sulle fiamme, in segno di eterna amicizia. L'acqua è l'altro elemento, oltre al fuoco che purifica dai peccati, come fece Giovanni Battista, lavando i peccatori nell'acqua della fonte di un fiume. Le ragazze versando una chiara d'uovo e del piombo fuso in una bottiglia, traggono auspici per il loro matrimonio vedendo al mattino la forma che essi hanno assunto durante la notte, dopo essere state benedette dal Santo. Musiche straordinarie del cantore di Apricena, Matteo Salvatore.

Divino amore


di Cecilia Mangini
musiche di Egisto Macchi
Italia, 1963, colore, 10' 43''

Se sei interessato a visionare il film scrivi una mail a info@cinemadelreale.it indicando il tuo nome, cognome e il titolo del film

Cartello iniziale: "A 15 km da Roma sorge un Santuario, meta di pellegrinaggi, oggetto di devozione. Vi convengono i fedeli che partono di notte in processione dalla capitale, e folle di contadini provenienti dai paesi dell'alto Lazio, della Ciociaria, degli Abruzzi".
Rifiutando la presa diretta, abolendo il commento off, esattamente 50 anni fa Divino Amore si proponeva come documentario anti-etnologico e anti-antropologico, delegando alla musica d'avanguardia di Egisto Macchi di contestualizzare il culto dell'immagine della Madonna conservata al Santuario del Divino Amore: un culto nato in epoca moderna alla fine della II guerra mondiale, inglobando liturgie arcaiche, ormai straniate e ridotte a puro feticcio.

La cena delle anime


ISRE, IN VISIONE GRATUITA TUTTI I FILM SU VIMEO
Per visionare il film è sufficiente registrarsi nella piattaforma on-line Vimeo, inserendo un nome e una mail di contatto (la registrazione è totalmente gratuita), a quel punto basta cliccare sul tasto RENT e inserire il codice di promozione ISRE2020. Il film a questo punto sarà visibile gratis.

di Ignazio Figus
Italia, 2017, 16'

Ignazio Figus con approccio etno-antropologico, racconta la storia della signora Pasqua Goddi, una vivace ottuagenaria di Orune che, in occasione della commemorazione dei defunti, il 2 novembre, prepara ogni anno un sontuoso banchetto destinato ai morti della sua famiglia. In un clima a tratti “liturgico”, la signora Pasqua trasforma la cucina in un santuario e prepara l’altare-tavolo imbandito di tutto punto. Il cortometraggio racconta una tradizione ancora viva nelle zone più folcloristiche della Sardegna, lasciare in tavola nella notte tra il primo e il due novembre la cena pronta per i cari estinti, sos macarrones de sos mortos, i maccheroni per i morti.

25x25x50


di Claudia Mollese
prodotto da Apulia Film Commission nell'ambito di Salento in Corto
produzione esecutiva Big Sur
Italia, 2015, colore, 7'

Se sei interessato a visionare il film scrivi una mail a info@cinemadelreale.it indicando il tuo nome, cognome e il titolo del film

25x25x50 è la dimensione standard del concio di pietra leccese, un elemento base che nel corto non diventa racconto ma resta visione del costruire e del distruggere. La camera è immobile, prova a contemplare i corridoi di un antica cava ipogea, i fossili a cielo aperto, i tagli di una parete, le mani dei cavatufi. Alle cave abbandonate si contrappone il frastuono di una cava attiva. Un esercizio su come osservare il paesaggio, il vuoto: trovare le pietre, la fatica della terra e di chi lavora per estrarre un pezzo che poi diventerà altro.

Lost in the world


di Stefano Argentero

Stefano Argentero frequenta a 16 anni il suo primo corso di animazione tenuto dall’artista americana Jane Speiser. Apprende le regole dell’animazione studiando al Centro Sperimentale di Cinematografia. “E.Q.Tè”, il suo saggio di fine corso, vince il premio opera prima al Funny Film Festival di Boario Terme. Si specializza in clay animation lavorando e collabora con molti studi di animazione realizzando pubblicità, serie televisive, giochi interattivi. Nel 2005 fonda Macestudio e comincia un’intensa attività didattica. Insegna stop motion e clay animation alla Scuola Internazionale di Comics di Roma.
Il video è stato realizzato da Alessandra Placì e Verdiana Tullo durante il workshop di stop motion condotto nel 2018 da Stefano Argentero per la Festa di Cinema del reale.

Loro di Napoli


di Pierfrancesco Li Donni
Italia, 2017, colore, 69' 31"

Se sei interessato a visionare il film scrivi una mail a info@cinemadelreale.it indicando il tuo nome, cognome e il titolo del film

A Napoli, nel 2009, a due passi da piazza Garibaldi, nasce l'Afro-Napoli United, una squadra di migranti partenopei provenienti dall'Africa e dal Sud America, compasta da italiani di seconda generazione e napoletani.
Giocano tornei amatoriali nei campi della periferia nord di Napoli e vincono. Sempre.
Cinque anni dopo il sogno di Antonio, il presidente e fondatore dell'Afro-Napoli è quello di portare i suoi ragazzi a calcare i campi dei campionati Figc. Ed è proprio allora che il progetto si scontra con il muro di gomma della burocrazia sportiva e delle leggi italiane. Si chiamano permesso di soggiorno, permesso di soggiorno di lunga durata, certificato di residenza, gli ostacoli che impediscono ai giocatori dell'Afro di giocare a calcio nei campionati riservati agli italiani "regolari", ma grazie alla tenacia e agli sforzi di Antonio i ragazzi ce la fanno e la squadra riesce ad iscriversi al campionato federale di Terza Categoria. Attraverso le vite di quattro personaggi, Loro di Napoli racconta lo scontro quotidiano tra un'integrazione ormai inarrestabile e le lungaggini e l'ostilità della legge italiana.

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