di Claudia Mollese, Italia, 2025, colore, 20’
Che cosa resta delle vite delle donne nelle storie che si tramandano? In un paese della Grecìa Salentina, un gruppo di partecipanti a un laboratorio di cinema torna ai racconti delle proprie madri e alle forme di lavoro che hanno attraversato le loro esistenze: le olive, il tabacco, il tombolo, il telaio, la casa. Memorie da cui prende forma un racconto corale in cui esperienza personale e dimensione collettiva si richiamano continuamente, facendo emergere continuità, scarti e trasformazioni tra generazioni diverse. Un film che osserva come le biografie femminili si inscrivano nei paesaggi sociali e culturali del Sud, tra eredità ricevute e nuove possibilità di racconto.
Claudia Mollese ( Lecce, Italia, 1983) si forma tra Roma e Parigi, studiando economia internazionale e antropologia. Regista e documentarista, sviluppa una ricerca che intreccia osservazione del reale, memoria dei luoghi e pratiche di narrazione collettiva. Dopo l'esordio con Amara (2015), dedicato alla figura di Mara, iconica presenza della Lecce del secondo Novecento, ha proseguito il proprio lavoro esplorando nuove forme di scrittura condivisa e di cinema partecipativo. Vive e lavora tra il Sud Italia e il Sud della Francia, muovendosi tra documentario, ricerca sociale e sperimentazione narrativa.