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A lezione con Cecilia Mangini

Venerdì 2 marzo ore 17.00/20.00, Sala Zavattini - Roma

A lezione con Cecilia Mangini


"Quando iniziai il mio primo documentario era il 1958. All'epoca ero anche una fotografa, lavoravo per i giornali e poi fotografavo per conto mio, perché mi piaceva tantissimo, la fotografia era come una radiografia della realtà. In una Italia ridotta in briciole, arrivarono i film di Rossellini, De Sica, che ci insegnarono a ritrovare un'identità. Noi ragazzi ci sentivamo traditi dal fascismo e il cinema ci ha traghettato verso una soluzione non tragica, era un modo di ricominciare a ritrovare se stessi".

 

Incontrare Cecilia Mangini è sempre una lezione di cinema del reale da non perdere, il racconto inatteso di una sfida ostinata contro gli "schermi" del conformismo inondati da flussi di immagini consolatorie per assopire le voci degli ultimi della fila. "Il cinema ha bisogno della sperimentazione come l'uomo del pane" era lo slogan di Lev Kulesòv che ha accompagnato tutti i documentari di Cecilia, luoghi d'incontro condivisi con gli altri dove mettere in discussione le proprie convinzioni e ricomporre, di volta in volta, un punto di vista condiviso; quel cinema di tanti per tanti invocato da Cesare Zavattini.

 

"Il bello del documentario è capire a 360 gradi la realtà che si sta filmando, rimanendo sempre in ascolto, sempre in attesa di qualcosa che paradossalmente può arricchire il progetto originario: Quando questo evento si materializza e lo si riesce a cogliere con la macchina da presa, allora si ha in bocca un sapore di verità che nessun film di finzione può avere: è la kinopravda di Vertov, i famosi 24 fotogrammi di verità al secondo..."

 

La lezione, che - come di consueto - è aperta al pubblico, sarà preceduta, alle ore 17:00, dalla proiezione di "Tommaso" un film di Cecilia Mangini girato a Brindisi nel 1965.

 

Tommaso è un diciottenne sempre in sella al motorino all'inseguimento di un sogno: entrare nella grande fabbrica Monteshell appena impiantata. E' il miracolo economico visto dal Sud, da una Puglia povera e disperata. Il giovane Tommaso non ha quasi più nulla della carica libertaria degli scugnizzi ignoti alla città e la macchina da presa lo segue con affettuosa prossimità portandoci dentro il suo immaginario colonizzato dai miti del benessere.

 

 

INGRESSO LIBERO

Sala Zavattini

Via Ostiense 106 - Roma


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