Eventi

DOMUS

dal 28 luglio al 31 luglio 2020

DOMUS

a cura di Domus Artist Residency


Domus è una residenza di ricerca sul Mediterraneo. Fondata da Romina De Novellis (Direttore Artistico) e Mauro Bordin (Direzione tecnica), con il sostegno di Pauline Rossignol (Assistente alla direzione) e Mariacristina Lattarulo (Responsabile di Produzione), la residenza accoglie ogni anno artisti, curatori e ricercatori dell’area Mediterranea. Quest’anno la casa di DOMUS avrebbe dovuto accogliere curatori, artisti, giornalisti e ricercatori per sviluppare una riflessione trasversale sulle dinamiche sociali, politiche e antropologiche nel Mediterraneo. 

A causa della situazione sanitaria mondiale, il programma di residenza avverrà attraverso lo spazio digitale e, per quanto possibile, attraverso lo spazio fisico, trasformando la residenza galatinese in un dispositivo museologico ipertestuale in un dispositivo museologico ipertestuale, giocato sull’iconografia classica dell’Asàrotos oìkos (la camera non spazzata)

Pauline Rossignol 
Il progetto fa riferimento ad un archivio personale circoscritto alla famiglia e agli amici. Pauline Rossignol rielabora questo archivio attraverso la pratica del disegno e trasformando i disegni stessi in una serie di schizzi di immagini in movimento che esplorano l'intimità e la gestualità nel rapporto dell’artista con i soggetti. L'immagine in movimento rivela emotivamente e psicologicamente, creando un senso di pathos.
I disegni sono realizzati su carta da ricalco e ritagliati in modo da manifestare una fragilità attraverso il processo. Filmati e fotografati con una luce proiettata, creano qualità positive e negative di linee con gradi di nitidezza e sfocatura. Tali qualità mutevoli possono essere interpretate come metafore dei ricordi.

Mkhammes, di Mouna Jemal Siala
Confinata in casa a Tunisi, insieme al marito e ai loro tre gemelli, l’artista tunisina Mouna Jemal Siala ha realizzato una serie di brevi video sulla ripetizione del gesto, sulla ciclicità del tempo, sul tempo infinito in uno spazio limitato.
Angosciata dal confinamento, l’artista ha utilizzato la telecamera per cogliere dei momenti del suo quotidiano, raccontare la sua percezione del tempo, il suo sentimento di noia, prendendo ispirazione anche dalla reazione delle persone anziane della sua famiglia.
I gesti ripresi sono successivamente montati in maniera infinita e ripetitiva creando delle forme e dei disegni geometrici.



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