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Un weeekend di cinema spericolato

COSE (IN)VISIBILI 05

La città (in)visibile


La Festa di Cinema del reale rompe il Grande Isolamento al tempo del virus, condividendo con il suo pubblico e la sua community sparsa in tutta Italia e nel mondo, le produzioni di Big Sur, OfficinaVisioni e Archivio Cinema del reale, il cinema d’autore indipendente ma anche visioni ed esorcismi audiovisivi che possano far riflettere, interessare, divertire e farci sentire più vicini.

La città (in)visibile è la città dove viviamo ma che spesso non vediamo, sono le cento città che ricordiamo , che sogniamo, che attraversiamo, sono anche le città da cui fuggiamo. In questo tempo immobile della paura del contagio possiamo attraversare deserti urbani  e incontrare ogni tanto figure evanescenti, spettrali, negli spazi svuotati a volte non riconosciamo più neanche i nostri amici mascherati. Vite sospese. La città è ibernata ma in realtà si è ripopolata di uccelli, gatti, piante , musiche. Dove viviamo? In giro solo pochi umani solitari possono alzare le testa e ammirare grandi bellezze e grandi bruttezze architettoniche che appaiono mute, leggere, e non si accordano più ai suoni urbani e al ritmo del lavoro. Che meraviglia! Che strano! Tutto è fermo, tutto tace, c’è silenzio in attesa del Ritorno alla Normalità dopo il Grande Isolamento. Intanto si può circolare fino a 200 metri da casa senza allontanarsi troppo, ma si rischia di andare a sbattere contro le frontiere invisibili che delimitano i confini urbani.  C’è la città di notte, la città lontana, la città nascosta, la città in guerra, la città degli esclusi , la città dei ricchi, la città vetrina, la città dei ribelli, la città degli artisti… Se superi le frontiere invisibili e quelle  visibili  puoi andare verso nessun luogo, verso la città di tutti. Occhio apriti apriti.

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Questa settimana potete vedere

Omaggio a Dziga Vertov, l’uomo con la macchina da presa


Dziga Vertov ha realizzato uno dei capolavori che ha segnato la storia del cinema. Un cameraman vaga con una cinepresa in spalla documentando un giorno di vita in una affaccendata città dell'Unione Sovietica. Il film non ha una storia unitaria, raccoglie tante scene di vita in un montaggio molto dinamico quasi surrealista: alcune sono immagini dal vero, altre sono catturate su uno schermo. L'individuo è inserito nel movimento delle masse e queste a loro volta sono un ingranaggio della più vasta e sottostante macchina sociale. È il ritmo e la vita di una grande città in movimento filmata da mille punti di vista, dai mille cine-occhi dell’autore.

Omaggio a Dziga Vertov


The man with the movie camera
di Cinematic Orchestra

Brindisi '65


di Cecilia Mangini
Italia, 1966, b/n, 14' 27"

Se sei interessato a visionare il film scrivi una mail a info@cinemadelreale.it indicando il tuo nome, cognome e il titolo del film

Brindisi, città di tradizione contadina, ha visto sorgere a poca distanza il più grande stabilimento petrolchimico italiano. Salari bassi e pessime condizioni di lavoro non scoraggiano quanti, nella disperata ricerca di un lavoro, aspirano a varcare quei cancelli. Pochi operai sono disposti a raccontare la propria situazione di sfruttamento. “Il documentario è uno strumento di speranza”, ha detto Cecilia Mangini, una delle autrici che meglio hanno saputo cogliere le sfaccettature scomode e complesse del presente, svelando le storture che si celavano dietro i sorrisi smaglianti del boom. La speranza è quella di un possibile mondo migliore per tutti. La consapevolezza è quella di un paese squilibrato e troppo spesso ingiusto, percorso dallo sguardo della regista con una lucidità che ancora oggi sorprende.

Il mercato delle pulci


di Giuseppe Ferrara
Italia, 1963, colore, 10

Se sei interessato a visionare il film scrivi una mail a info@cinemadelreale.it indicando il tuo nome, cognome e il titolo del film

Il lato notturno della preparazione del Mercato di Porta Portese, in una Roma indolente e senza meraviglia. Il grande mercato romano, luogo di occasioni, smercio di oggetti rubati, giochi d’azzardo e mille modi per tirare a campare si svela con il passare delle ore dalla notte all’alba, al mattino, fino al mezzogiorno infuocato e fino all’ora di sbaraccare tutto e tornare a casa per lasciare il posto a squadre di spazzini che cercano di risistemare il paesaggio urbano scombinato dall’affluenza di migliaia di venditori e compratori alla ricerca di un affare o di un’occasione da non perdere. Facce e storie che si inseguono e alimentano il mito di un mercatino unico al mondo.

Io, calcoli infiniti


regia e fotografia Paolo Pisanelli
montaggio Letizia Caudullo
produzione Big Sur
Italia 1998, colore, 7’ 24”

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io calcoli infiniti / che portano a numeri //opera d’azione / sui numeri // risultato / finale // calcoli infiniti che portano a / e tutto sarà un giocattolo, calcoli infiniti che portano a me che penso / diversamente / calcoli infiniti che portano a me in un mondo diverso / il tutto naturalmente porta a / in ciò compreso vi è tutto, dall’inizio alla fine / calcoli infiniti che portano a / che portano a me che rappresento l’ultimo quadrato.
Firenze, quartiere S. Croce, ex carcere maschile delle Murate: un luogo chiuso, recintato, abbandonato da anni, viene scoperto e attraversato prima della ristrutturazione. L’idea di conservare una memoria del luogo si smarrisce continuamente durante il percorso. Una guida logico-matematica per la de-costruzione di questo edificio carcerario è l’iscrizione rimasta sul muro di una cella: IO CALCOLI INFINITI

Valentino Moon


di Gianni Castagnoli
Home Movies – Museo della memoria filmica familiare
Italia, 1974, colore, 10' 21"

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Gianni Castagnoli, regista cine-amatore che sperimenta, inquadra scene in continuo movimento, le strade, il mercato, la città con un rapidissimo montaggio di appena 3 secondi. Il risultato è una allegra celebrazione della vita. La Canon di Pachelbel, che accompagna il corto, aggiunge giubilo ed euforia.

Unfinished Italy


Regia Benoit Felici
Fotografia Bastian Esser
Montaggio Milena Holzknecht
Musica Philipp Grieß
Italia, 2010, colore, 32' 48"

Italia, paese di nascita delle rovine. Un viaggio alla ricerca dell'"incompiuto", lo stile architettonico italiano più importante dal dopoguerra ad oggi. Costruzioni sospese tra la perfezione e il nulla, interrotte a metà della loro costruzione, rese rovine ancora prima di un loro qualsiasi utilizzo ma capaci di modellare con forza il paesaggio. Stadi senza spettatori, ospedali senza pazienti, teatri che da 50 anni aspettano ancora la loro première. Un'indagine sul potenziale valore delle opere non finite, sulla capacità degli italiani - e dei siciliani - di trasformarle e adattarle ai loro bisogni quotidiani. Queste rovine, per le quali il futuro ha già un passato e il presente un eterno gusto di attesa, invitano a una meditazione sul tempo.

Tweet from Ghouta


di Muhammad Najem
Siria, 2018, colore, 3' 46"

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Muhammad Najem ha 15 anni e sogna di diventare un reporter. Un sogno nato nell’incubo di Ghouta, città siriana incessantemente bombardata dal regime di Assad e dai russi. Najem pubblica moltissimi video su Twitter e YouTube, nei quali racconta la quotidianità di Ghouta. "Il vostro silenzio ci sta uccidendo" denuncia Muhammad con la voce rotta dalla paura in uno dei suoi video più intensi, registrato su un tetto durante un bombardamento. "Lo sappiamo che le nostre storie vi annoiano" dice Najem in un video recente, "lo sappiamo che avete visto i video in cui ci uccidono. Ma noi continueremo a fare appelli. Salvate i bambini di Ghouta, per favore".

Jeux arborescents


di Émile Malespine
France, 1931, b/n, 4:52

Diario sperimentale di cinema muto, girato e montato per ascoltare la fuga in La minore di Johann Sebastian Bach e Sonata K.9 in re minore di Domenico Scarlatti.
Un film salvato nel 1997 da una copia originale dalle collezioni della Cinémathèque française.

ReStart l'Aquila


Un territorio che rinasce
Progetto “Filmare il territorio” realizzato nell’ambito dell’Avviso Restart - Sviluppo delle potenzialità culturali per l’attrattività turistica del cratere del Comune de L’Aquila, realizzato dalle associazioni culturali OfficinaVisioni e Animammersa.
Laboratorio audiovisivo condotto da Paolo Pisanelli (L’Aquila luglio-dicembre 2019)

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I luoghi ripresi sono in via di trasformazione se non già trasformati, alcuni sono stati perfettamente restaurati, altri sono sospesi nel tempo del dopo terremoto. Fotografare e filmare è un modo di prendersi cura di persone, luoghi, territori utilizzando immagini e suoni. Il Laboratorio “Filmare il territorio” ha costruito una piccola mappa dei luoghi della città e della provincia. Questa mappa/work in progress, che andrebbe approfondita e sviluppata ancora in futuro, si pone l’obiettivo di curare, tutelare, documentare, raccontare e soprattutto promuovere luoghi di grande importanza storica, culturale, ambientale utilizzando non solo le immagini di oggi, ma anche recuperando immagini storiche e materiali di archivio. È un invito a guardare, ad amare, a progettare i luoghi dove viviamo.

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