Jean Cocteau
Complicità Considerare il cinema alla stregua di una fabbrica di lusso, invece di tentare di mettere nelle mani di tutti la sua arma capace di infondere la vita equivarrebbe a non riconoscerne l'importanza, a non capire che è un'arte che si avvia a diventare un'arte completa. Un'arte alla quale i giovani non possono partecipare liberamente è condannata in partenza. È fondamentale che la macchina da presa diventi una stilografica e che ognuno possa tradurre la propria anima nello stile visivo. È fondamentale che ognuno impari a sceneggiare, a girare, a montare, a sonorizzare, a non specializzarsi solo in un ramo di questo duro mestiere, insomma a non essere una rotella di uno degli ingranaggi della fabbrica ma un corpo libero che si getta in acqua e da solo inventa il nuoto.
Jean Cocteu, En faveur du seize millimètres, 1948, trad. it. in Utopia e cinema. Cento anni di sogni, progetti e paradossi, a cura di Andrea Martini, Venezia, Marsilio, 1994
|