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La Festa di Cinema del reale 2004

dal 22 al 24 luglio 2004, Galatone Palazzo Marchesale

La Festa di Cinema del reale 2004

Festival del cinema documentario


Avviso per gli spettatori

di Paolo Pisanelli
Direttore artistico Cinema del Reale

Qualche giorno fa sono passato davanti ad un negozietto che vende poster cinematografici, libri e videocassette usate. Fuori era esposta la locandina di una rassegna estiva di cinema d'essai, curata dagli stessi proprietari del negozio. Sono entrato. "Bella rassegna - gli dico - peccato che non programmate neanche un film documentario...". Il tipo mi guarda stupito: "Documentari?... no, non possiamo! Siamo un'associazione culturale e per statuto dobbiamo diffondere e incentivare il cinema..."
Lo guardo stupito anch'io: "E allora?". "E allora se famo documentari la gente nun viene..." - "No?" - "No... semmai se dovrebbe fa' una rassegna solo di documentari, così la gente lo sa".
"Meglio avvisare..." concludo.
"Sì, meglio avvisare..."
Saluto e me ne vado pensieroso.
Per me l'incontro è stato illuminante: ho capito che è meglio avvisare prima.
Allora iniziamo con un avviso per i lettori ed i possibili spettatori: questa che organizziamo è una festa di cinema del reale. Se venite dovete aprire gli occhi e stare attenti anche alle parole! "Documentario è una definizione grossolana" diceva Grierson, e in Italia ha sempre avuto la connotazione un pò negativa di roba noiosa e didattica. Usiamo la definizione cinema del reale perché la preferiamo al più obsoleto "documentario" (che tra l'altro non comprende le visioni del reale più originali e personali) come hanno già fatto da tempo i francesi che "sono sempre più avanti di noi", forse perché il cinema l'hanno inventato loro e lo sostengono in tutte le sue forme, e gli piace tanto discuterne nei cafè e in ogni occasione. Noi invece dobbiamo fare i conti con la nostra Realtà e pensare che se non vogliamo che spariscano completamente, questi film che raccontano le realtà del mondo, devono innanzi tutto essere proiettati e conosciuti, perché nessuno sa effettivamente cosa sono, perché molto raramente vengono distribuiti nei cinema e sono completamente ignorati dalle televisioni italiane soprattutto dopo la scomparsa di Tele+ (dai dati più recenti disponibili si può constatare che nell'anno 2000 le tre reti RAI hanno trasmesso complessivamente 193 ore - compresi brani e servizi brevi - di documentari su un totale di 24.500 ore trasmesse e di queste solo 77 realizzate da autori italiani!).
Ma lasciamo stare i numeri: "il cinema è un atleta" diceva Majakovskij, e parafrasandolo potremmo aggiungere che il cinema del reale è spericolato, curioso, inventivo, aperto al caso e a tutti gli imprevisti... È un esperienza, un gioco di relazioni che mette al centro le persone e gli eventi e intorno a questi gira la macchina da presa, mentre nei film "tradizionali", al centro, si pone sempre e solo la macchina. Vittorio De Seta ci ha insegnato questa differenza.
Il cinema del reale è un corpo a corpo tra chi filma e chi è filmato, è un'improvvisazione dinamica fatta di sguardi, di parole e movimenti. In questo confronto si gioca tutta la verità...
Perciò state tutti attenti, vi abbiamo avvisati... se venite alla festa potreste scoprire un altro modo di guardare.

 

 


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