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La Festa di Cinema del reale avrà luogo all'interno del cinquecentesco
Castello Risolo nella bellissima Specchia, cittadina di impianto mediovale
situata in uno dei punti più alti del Salento ed annoverata tra i borghi più
belli d'Italia. In occasione dell'evento Specchia ospiterà gli autori dei
film in programma, registi, produttori, studenti di scuole di cinema e
appassionati, trasformandosi in una vera e propria Cittadella del Cinema del
reale.La cittadina, infatti, è un albergo diffuso che si animerà nei giorni della festa. Specchia si trova a pochi chilometri dal mare, dalla lunghe spiagge della costa ionica e dalle scogliere ripide di quella adriatica.
Cenni storici
Per sottrarsi alle frequenti e improvvise scorrerie dei saraceni, è probabile che già intorno al IX secolo un piccolo nucleo di contadini e pastori occuparono questo colle, abbastanza elevato e lontano dal mare, cingendolo di grandi muraglie, torrioni ed altre opere militari. Notizie certe e documentate sul paese si hanno a partire dall'anno Mille quando, durante la dominazione Normanna, venne incorporato da Re Tancredi al contado di Lecce e data in feudo alla famiglia Monteroni, verso il 1191. Il feudo fu poi acquistato, nel 1319, dai Ramondello Orsini Del Balzo che lo associarono al principato di Taranto, di cui fece parte fino al 1463. In questo periodo Specchia, come tutti i feudi del principato di Taranto, passò al regio Demanio e da questo a Ferdinando d'Aragona che lo donò ai Guarini. Fino al 1806, epoca della soppressione feudale, si successero numerosi feudatari a cui ancora oggi sono intitolate numerose strade del centro storico. La famiglia che più onorò la cittadina fu quella dei Ripa il cui capostitipe, Nicolò, fu notaio di Federico II.
Origini del nome
Il nome ricorda i cumuli di pietre, molto frequenti nella provincia di Lecce, e pare derivi dal termine "specchia", inteso come cumulo di pietre a secco, di forma piatta destinato a posizione di vedetta per la difesa del nemico. Nel Medio evo veniva denominato Specla de Amygdalis, e nel secolo scorso, in una cronaca di Carpignano Specchia Mendolia per distinguerlo dall'altro paesello denominato Specchia Gallone o Specchia di Minervino. Un tempo veniva chiamato Specchia preti quasi si dicesse Specchia di pietre. Il nome indica anche che in passato la zona di Specchia era ricchissima di alberi di mandorlo, raffigurati persino sullo stemma civico, e, anche oggi, se ne vedono dei superbi nella collina a sud del paese. Probabilmente da ciò deriva la leggenda secondo cui Specchia sarebbe stata fondata dalla matrona romana Lucrezia Amendolara. Anche i moderni hanno mantenuto la fantastica tradizione fregiando col nome di questa Lucrezia la via principale che taglia il paese per circa un chilometro di lun ghezza.
Il paese
Di grande suggestione è la passeggiata nel centro storico che conserva un contesto caratterizzato a tratti da architettura spontanea del '500 e '600 e giunta miracolosamente intatta fino a noi.
Il centro storico di Specchia è situato in una posizione strategica che domina la pianura sottostante, le strette stradine chiuse al traffico e interrotte da rampe di scale, che racchiudono un insieme di abitazioni ristrutturate secondo rigorosi criteri, rispettando le architetture originali rendendolo suggestivo e caratteristico. Durante l'estate si anima con mostre di artigianato locale attraendo visitatori e turisti da ogni parte.
Il castello
Il centralissimo Castello Risolo è una costruzione cinquecentesca ma con visibili rifacimenti che risalgono ad epoca secentesca e settecentesca. Un tempo appartenente alla famiglia Ratta, poi dei Del Balzo, Di Capua, Gonzaga, dei Branda, dei Trani, dei Protonobilissimo, marchesi di Specchia nel 1500 e 1600, appartiene oggi alla famiglia Risolo. Imponente è il portale sormontato, all'altezza della chiave di volta, dallo stemma di famiglia. Ai lati, su due basette, sono collocati due mezzibusti. Un'ampia loggiata sovrasta il portale d'ingresso. Sulla sinistra si erge una maestosa torre merlata.
Cardigliano
Nei dintorni di Specchia c'è Borgo Cardigliano, un luogo incastonato nella campagna del Salento, ricavato da un antico tabacchificio e trasformato dal comune di Specchia in un complesso turistico "secondo natura", un "eco-villaggio" completamente alimentato da energie rigorosamente alternative e pulite che sfruttano solo la forza del sole e del vento. Per lungo tempo abbandonato a se stesso, il borgo è stato inserito in un progetto pilota del Ministero dell'Ambiente e dotato di una centrale eolica, fotovoltaica e solare, diventando, nel più assoluto rispetto del paesaggio e dell'ambiente.
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